le protagoniste nell’arte che hanno cambiato la storia

Donne e storia: le protagoniste nell’arte che hanno cambiato la storia

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Le donne e l’arte

Negli anni l’arte è molto cambiata così come il ruolo delle donne nell’arte stessa. La componente femminile nel mondo dell’arte è stata sempre presente: donne come Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo e non solo, hanno riscritto la storia dell’arte, aprendo la strada a nuove ideologie, evolvendosi da muse e modelle, ad artiste. Ecco le protagoniste nell’arte che hanno cambiato la storia.

Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi è la pittrice vissuta durante la prima metà del XVII secolo, ricordata per essere stata la prima donna ad accedere all’Accademia di Arte del Disegno di Firenze. Figlia del pittore Orazio Gentileschi, l’artista eredita la passione per l’arte dal padre. Vittima di violenza, Artemisia è diventata un’icona nella lotta alla violenza sulle donne. Dalle sue opere emerge grande forza espressiva e rabbia.

Berthe Morisot

Berthe Morisot, pronipote di Fragonard, pittore del rococò francese, e cognata di Manet, di cui fu musa, emblema dell’impressionismo, lotta contro i pregiudizi del tempo riuscendo ad affermarsi come pittrice. Dipinge in modo particolare scene domestiche di vita quotidiana, donne eleganti borghesi ritratte in abitazioni o giardini. La caratteristica costante delle sue opere è l’attenzione ai dettagli, esaltata da colori chiari, vivaci e luminosi.

Mary Beale

Mary Beale è la prima donna ad aver scritto un trattato sulla pittura. Nelle sue tele la pittrice si concentra sulle espressioni. La semplicità è il suo punto di forza: considerata tra le ritrattiste di maggior successo dell’epoca barocca.

Sofonisba Anguissola

La cremonese Sofonisba è una delle prime esponenti femminili della pittura europea. Sofonisba rappresenta la pittura italiana rinascimentale al femminile.

Rosalba Carriera

Pittrice e ritrattista tra le più note del Settecento. Comincia la sua carriera artistica dipingendo le tabacchiere con quelle figure di damine graziose che diventano poi la sua fortuna trasposte nelle miniature su avorio. La prima ad utilizzare l’avorio nelle miniature e la prima a non seguire le regole accademiche che vogliono una miniatura realizzata con tratti e punti brevi: lei vi trasporta il tratto veloce caratteristico della pittura veneziana.

Angelika Kauffman

Maria Anna Catharina Angelika Kauffmann, pittrice svizzera specializzata nella ritrattistica e nei soggetti storici, mette in mostra il suo talento nel corso di viaggi in Italia. Si tratta anche dell’unica donna fra i fondatori della Royal Academy of Arts.

Berthe Morisot

Berthe Marie Pauline Morisot deve lottare per poter essere una pittrice. I pregiudizi del tempo le danno difficoltà a dipingere sia all’aperto che in luoghi pubblici. Berthe dipinge interni e scene domestiche, con donne eleganti della media e alta borghesia ritratte in casa o in giardino. Una peculiarità delle sue opere è l’analisi interiore dei personaggi.

Tamara de Lempicka

Tamara de Lempicka è una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell’Art Déco. Diventa l’emblema della donna indipendente che riesce ad affermarsi.

Frida Kahlo

Tra le protagoniste nell’arte che hanno cambiato la storia, indubbiamente c’è anche Frida Kahlo. Pittrice messicana, ha una vita tormentata ma affascinante, segnata dalla disabilità, che le provoca grandi sofferenze. La sua arte è testimonianza di resilienza e rinascita: Frida Kahlo trasforma i suoi dolori in splendide opere d’arte.

Artista anticonformista tra le più amate e conosciute al mondo. Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato, a causa di un terribile incidente del 1925, caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua arte: crea visioni del corpo femminile non più distorto da uno sguardo maschile.

Gina Pane

Gina Pane è una figura di primo piano della body art degli anni Settanta.

“Vivere il proprio corpo vuol dire allo stesso modo scoprire sia la propria debolezza, sia la tragica ed impietosa schiavitù delle proprie manchevolezze, della propria usura e della propria precarietà. Inoltre, questo significa prendere coscienza dei propri fantasmi che non sono nient’altro che il riflesso dei miti creati dalla società… il corpo è una scrittura a tutto tondo, un sistema di segni che rappresentano, che traducono la ricerca infinita dell’Altro.”

Gina Pane

Rebecca Horn

Horn è una scultrice e regista tedesca, famosa per le sue estensioni corporali: opere che consistono in prolungamenti di parti del corpo. Tra le massime esponenti nell’arte, la sua opera più famosa è ritenuta essere Einhorn (Unicorno), un vestito dotato di un lungo corno che si proietta in alto partendo dalla testa, e Pencil Mask (Maschera di matite), una maschera con diverse matite che ne fuoriescono.

Barbara Kruger

Kruger è una fotografa statunitense che si avvale di immagini di donne recuperate da pubblicità su riviste o giornali, a cui aggiunge brevi testi con lo scopo di far riflettere su temi politici e sociali e sui luoghi comuni della società moderna. L’uso delle immagini in bianco e nero, il font e la scelta dei colori hanno uno stile originale ed unico.

Marina Abramovic

Ritenuta tra le massime esponenti nell’arte contemporanea, Marina Abramovic segna in maniera profonda e innovativa l’arte degli ultimi trent’anni. Le scelte tematiche vanno dalla rappresentazione della sessualità e della femminilità, dalla dimensione intima e quotidiana, all’interpretazione etica e sociale della realtà contemporanea. L’artista sceglie il proprio corpo come oggetto della sua arte.

Elisabetta Alberti

Elisabetta Alberti mette in scena nell’ultimo decennio una nutrita serie di immagini insolite, realizzandole tutte attraverso stampe fotografiche (in bianco e nero e grande formato) su tela, in seguito arricchite di alcune dosate campiture cromatiche in acrilico e addizionate di discreti interventi decorativi ricamati.

Ketty La Rocca

La Rocca è una delle più importanti artiste italiane a misurarsi con la Body art. Tra le protagoniste nell’arte che hanno cambiato la storia, la sua ricerca si alimenta di una profonda riflessione sull’universo della comunicazione. Le sue prime opere sono riconducibili all’interno della poesia visiva degli anni Sessanta. L’artista si confronta con le tecniche espressive più avanzate della sua epoca, quali il videotape, l’installazione e la performance. Si concentra sul linguaggio del corpo e sul gesto arrivando a servirsi delle radiografie del suo cranio e della sua stessa grafia.

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