La caccia alle streghe fu la persecuzione giudiziaria di persone accusate di stregoneria che colpรฌ l’Europa soprattutto tra il XV e il XVII secolo, quindi in piena etร moderna e non nel “Medioevo buio” dell’immaginario comune. Gli storici stimano circa 100.000 processi e tra 40.000 e 60.000 esecuzioni. In gran parte delle regioni europee oltre tre accusati su quattro erano donne.
Con Halloween alle porte, streghe, scope e calderoni riempiono vetrine e feste. Dietro il costume, perรฒ, c’รจ una storia documentata da migliaia di verbali processuali, che gli studiosi hanno ricostruito con pazienza negli ultimi decenni, smontando molti luoghi comuni. Ecco che cosa sappiamo davvero.
In breve
- Il periodo piรน intenso va dal Cinquecento al Seicento; i processi declinano tra la fine del Seicento e il Settecento.
- Il Malleus maleficarum, il manuale dei cacciatori di streghe, fu pubblicato intorno al 1486.
- Lo storico Brian Levack stima circa 90.000 processi e 45.000 esecuzioni tra il 1450 e il 1750: molto lontano dai “milioni” della leggenda.
- Le aree piรน colpite furono Svizzera, principati francesi e terre di lingua tedesca del Sacro Romano Impero; in Italia i roghi furono relativamente pochi.
- Triora, in Liguria, e i benandanti del Friuli sono i due casi italiani piรน studiati.
Quando e dove ci fu la caccia alle streghe
La grande caccia alle streghe si concentra nell’etร moderna, con il picco nel Cinquecento e nel Seicento, e colpisce soprattutto l’Europa centro-occidentale. L’idea della strega come serva di Satana, che stringe un patto con il diavolo e partecipa al sabba, compare per la prima volta nei processi alpini degli anni Venti e Trenta del Quattrocento, secondo la voce dell’Encyclopaedia Britannica dedicata alla stregoneria e alle cacce alle streghe.
Le premesse giuridiche erano state poste prima. La storica Marina Montesano, nella sintesi pubblicata dalla Treccani, ricorda la bolla Vox in Rama di Gregorio IX (1233) e la Super illius specula di Giovanni XXII (1326), che equiparava la magia all’eresia e apriva la strada alle procedure dell’Inquisizione. I roghi di massa, perรฒ, arrivano piรน tardi.
La geografia della persecuzione รจ molto disomogenea. Le aree piรน colpite furono la Svizzera, diversi principati francesi e i territori di lingua tedesca del Sacro Romano Impero, dove si concentrano alcune delle cacce piรน feroci: Treviri tra il 1581 e il 1593, Wรผrzburg tra il 1625 e il 1631, Bamberga tra il 1627 e il 1632. In Inghilterra il periodo peggiore cadde negli anni Quaranta del Seicento, negli anni della rivoluzione di Cromwell, con il “Witchfinder General” Matthew Hopkins; in Svezia tra il 1668 e il 1675 circa. In Spagna, invece, le condanne a morte furono rare.
Che cos’รจ il Malleus Maleficarum
Il Malleus maleficarum, “il martello delle streghe”, รจ il trattato scritto da due frati domenicani e pubblicato in Germania intorno al 1486, che diventรฒ il manuale di riferimento dei processi per stregoneria. Gli autori indicati sono Heinrich Kramer (Institoris), inquisitore in Tirolo, e Jacob Sprenger, decano dell’Universitร di Colonia; la Treccani ricorda che oggi si ritiene che Sprenger vi abbia contribuito poco.
Due anni prima, nel 1484, papa Innocenzo VIII aveva emanato la bolla Summis desiderantes affectibus, che lamentava la diffusione della stregoneria in Germania e autorizzava i due inquisitori a sradicarla. Il libro si divide in tre parti: la prima afferma la realtร delle streghe e tratta come eresia il non credere ai demoni; la seconda raccoglie racconti su patti col diavolo, voli notturni e metamorfosi; la terza spiega come condurre i processi, ammettendo la tortura per ottenere le confessioni.
Il suo successo fu enorme. Secondo la Britannica ebbe 28 edizioni tra il 1486 e il 1600 e restรฒ un testo di riferimento, per cattolici e protestanti, fino al Settecento. La stessa enciclopedia lo cita tra le fonti del contenuto misogino che contribuรฌ a fare delle donne il bersaglio principale.
Perchรฉ le streghe nella storia erano soprattutto donne
Le donne rappresentarono oltre il 75% degli accusati nella maggior parte delle regioni europee, per una combinazione di stereotipi culturali antichi, testi demonologici apertamente misogini e ruoli sociali che le esponevano al sospetto. Cuoche, guaritrici e levatrici, per il lavoro che svolgevano tra cibo, erbe e parti, erano piรน esposte al sospetto. Tra le accusate, osserva la Britannica, le donne anziane erano una quota particolarmente alta.
Il quadro non รจ perรฒ uniforme. In Islanda, Estonia e Russia la maggior parte degli accusati era composta da uomini, e in Finlandia la proporzione era piรน o meno equilibrata. ร un dettaglio che fa riflettere, perchรฉ suggerisce che il legame tra stregoneria e femminile era costruito dalla cultura, non scritto nella natura delle cose. Su come questi pregiudizi abbiano attraversato i secoli si puรฒ leggere il nostro approfondimento su che cos’รจ la misoginia e quale impatto ha sulla societร .
A moltiplicare i processi era il meccanismo stesso della giustizia. Per i reati gravi servivano due testimoni o una confessione, e la tortura veniva usata per ottenerla: sotto tormento, molti confessavano voli al sabba mai avvenuti e facevano i nomi di presunte complici, che a loro volta venivano arrestate.
Quante donne furono uccise come streghe
Le stime accademiche piรน accreditate parlano di decine di migliaia di vittime, non di milioni: circa 45.000 esecuzioni su circa 90.000 processi secondo lo storico Brian Levack. Il dato, tratto dal suo studio The Witch-Hunt in Early Modern Europe (edizione 2006) e riferito al periodo 1450-1750, รจ citato come riferimento anche in un articolo scientifico sulla grande caccia alle streghe in Europa centrale pubblicato da Springer. La Britannica indica un intervallo coerente: processi vicini a 100.000 e tra 40.000 e 60.000 condanne a morte.
Cifre di milioni di vittime circolano ancora, anche in testi divulgativi e in opere di consultazione meno recenti, ma la ricerca d’archivio degli ultimi decenni non le conferma. Ridimensionare il numero non significa sminuire la tragedia: decine di migliaia di persone, in maggioranza donne, furono bruciate o impiccate dopo processi fondati su confessioni estorte.
| Mito | Che cosa dicono gli storici |
|---|---|
| ร un fenomeno del Medioevo | Il picco รจ tra Cinquecento e Seicento, in piena etร moderna |
| Le vittime furono milioni | Circa 90.000-100.000 processi e 40.000-60.000 esecuzioni |
| Furono accusate solo donne | Oltre il 75% nella maggior parte delle regioni, ma in Islanda, Estonia e Russia prevalevano gli uomini |
| L’Inquisizione fu la piรน spietata | In Italia l’Inquisizione spesso frenรฒ la psicosi, che trovava piรน spazio nei tribunali laici; in Spagna le condanne a morte furono rare |
| Le streghe venivano tutte bruciate | Il rogo prevaleva nell’Europa continentale e in Scozia; in Inghilterra e nelle colonie nordamericane si impiccava |
Come andarono i processi alle streghe in Italia
In Italia i processi con condanna a morte furono pochi rispetto all’Europa d’Oltralpe, anche perchรฉ l’Inquisizione romana tendeva a frenare la psicosi antistregonica. ร la tesi esposta da Marina Montesano nella voce “La caccia alle streghe” della Treccani, secondo cui la persecuzione trovava piรน spazio nei tribunali laici o dove mancava un’autoritร forte. Due casi aiutano a capirlo.
Triora, la “Salem d’Europa”
Tra il 1587 e il 1589 il borgo di Triora, nell’entroterra di Imperia, allora nel territorio della Repubblica di Genova, visse il processo per stregoneria piรน noto d’Italia. La ricostruzione piรน accurata si trova nella voce firmata da P. Fontana nel Dizionario storico dell’Inquisizione diretto da Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore, 2010). Su richiesta del podestร Stefano Carrega, il vicario del vescovo di Albenga Gerolamo del Pozzo fece arrestare alcune donne; le accuse si allargarono ad altre famiglie e quando il vicario partรฌ lasciรฒ quattordici persone in carcere. Isotta Stella e un’altra persona detenuta morirono per le ferite riportate gettandosi da una finestra nel tentativo di fuggire agli interrogatori sotto tortura.

L’8 giugno 1588 Genova inviรฒ un commissario speciale, Giulio Scribani, che estese l’inchiesta a tutta la zona e il 30 agosto confermรฒ le condanne a morte; cinque accusate furono mandate a Genova. A quel punto intervenne Roma: il 2 dicembre 1588 il cardinale Giulio Antonio Santoro, per il Sant’Uffizio, accusรฒ i giudici di “inumanitร et crudeltร ”. Le sentenze finali, emesse tra il 1588 e il 1589, furono in prevalenza penitenze e abiure, anche perchรฉ molte accusate avevano ritrattato. Oggi la vicenda รจ raccontata nel Museo etnografico e della stregoneria di Triora, aperto nel 1983 nell’antico palazzo comunale.
I benandanti del Friuli
Il secondo caso รจ quasi rovesciato. Tra la fine del Cinquecento e la metร del Seicento, nelle campagne friulane, i tribunali dell’Inquisizione si trovarono davanti a contadini nati “con la camicia”, cioรจ avvolti nel sacco amniotico, che dicevano di uscire in spirito dal corpo in certe notti dell’anno per combattere le streghe con steli di finocchio e difendere i raccolti. Si chiamavano benandanti e si consideravano dalla parte di Dio.
Il primo a comparire davanti ai giudici fu Paolo Gasparutto, nel 1575. Gli inquisitori finirono per leggere quei racconti come prova di un’attivitร diabolica, ma i processi si chiusero in genere con penitenze leggere, non con roghi. La storia รจ nota grazie a Carlo Ginzburg, che nel 1966 pubblicรฒ I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento.
Quando finรฌ la caccia alle streghe
I processi diminuirono tra la fine del Seicento e il Settecento, e nel corso del Settecento e dell’Ottocento gli Stati europei modificarono o abrogarono le leggi contro la stregoneria. Nell’Europa occidentale il declino comincia dalla metร del Seicento. I tribunali adottarono criteri di prova piรน severi, crebbero i dubbi sulla tortura, aumentarono le assoluzioni e le autoritร giudiziarie superiori intervennero per fermare le cacce locali. Giร dalla metร del Cinquecento autori come Johann Weyer e l’inglese Reginald Scot avevano messo in dubbio la logica dei processi.
Le accuse, perรฒ, non sparirono del tutto: secondo la Britannica, in alcune zone episodi di violenza contro presunte streghe sono proseguiti fino al Novecento.
Che cosa vuol dire oggi “caccia alle streghe”
Oggi l’espressione indica la persecuzione di un gruppo o di una persona sulla base di sospetti, con un clima di paura in cui l’accusa vale giร come prova. L’uso moderno deve molto agli Stati Uniti degli anni Cinquanta: nel pieno del maccartismo, tra il 1950 e il 1954 circa, Arthur Miller scrisse Il crogiuolo (The Crucible, 1953), ambientato durante i processi di Salem del 1692, che si conclusero con 19 persone impiccate. Miller usรฒ le streghe del Massachusetts per raccontare il clima di paura e sospetto del suo tempo.
Vale la pena ricordarlo quando la si usa con leggerezza. Dietro la metafora ci sono donne reali, con nomi e cognomi conservati negli archivi, come quelle che raccontiamo nella nostra galleria di donne famose nella storia e tra le donne ribelli che hanno sfidato il proprio tempo.
Streghe e Halloween: che cosa portarsi a casa
La strega di Halloween, con il cappello a punta e il naso adunco, ha poco a che vedere con le donne finite davanti ai giudici. Se quest’anno vi vestite da strega o accompagnate i bambini di porta in porta, potete farlo con leggerezza e insieme con consapevolezza: le donne processate a Triora o a Bamberga erano levatrici, guaritrici, donne anziane, vicine di casa. Se capitate in Liguria, una visita al museo di Triora restituisce loro un volto; e la prossima volta che qualcuno parla di “milioni di streghe bruciate nel Medioevo”, avrete le cifre e le date per rispondere.
Fonti
- Encyclopaedia Britannica: Witchcraft, The witch hunts
- Encyclopaedia Britannica: Witchcraft
- Encyclopaedia Britannica: Malleus maleficarum
- Springer: Ideational diffusion and the great witch hunt in Central Europe
- Treccani, Marina Montesano: La caccia alle streghe
- Italia.it: Museo etnografico e della stregoneria di Triora
- Treccani: Ginzburg, Carlo




