Le lezioni di volo, particolarmente costose per quel tempo, le vennero impartite dall’aviatrice Anita Snook. Fu nel 1923 che Amelia divenne la sedicesima al mondo ad ottenere il brevetto di volo. Poco tempo dopo riuscì anche a permettersi il suo primo aereo, ribattezzato Il Canarino per via del suo vivace colore giallo.

Amelia Earhart fu un simbolo per le donne della sua generazione. Nel 1932 lanciò per la Ninety-Nines – International Organization of Women Pilots una serie di capi di abbigliamento studiati per le pilote e fu sempre in prima linea nella lotta per la parità dei diritti.

Amelia Mary Earhart conquistò una serie di record davvero incredibili, tra i quali il volo più rapido senza pause portato a termine da una donna ma anche, appunto, la prima traversata femminile del Pacifico in solitaria.

Amelia Earhart
Amelia Earhart, la prima donna a sorvolare l’Oceano Atlantico in solitaria – Canva

Neppure quarantenne, Amelia decise di misurarsi con la sfida più difficile: volare intorno al mondo con un aeroplano modificato per lo scopo e con l’aiuto di un navigatore. L’inizio dell’avventura, nel 1937, fu incoraggiante, ma a metà strada tra l’Australia e le isole Hawaii, il velivolo scomparve per sempre, insieme al suo equipaggio. L’eco dell’accaduto fu grande. Il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt organizzò personalmente una ricerca di oltre due settimane con grande dispiego di uomini, navi e aerei da ricognizione. Gli sforzi però non furono sufficienti e il 19 luglio 1937 Amelia Earhart e il suo navigatore Fred Noonan vennero dichiarati ufficialmente “dispersi in mare”. Il mondo non ha mai smesso  di chiedersi cosa sia accaduto a quell’aereo e ai suoi due passeggeri.

“Nessuno può impedire ad una donna di volare alto, qualunque sia la meta al termine della rotta che ha tracciato.”

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