Le quote rosa sono norme che riservano al genere meno rappresentato, quasi sempre quello femminile, una quota minima di posti negli organi decisionali: consigli di amministrazione, liste elettorali, giunte. In Italia la piรน nota รจ la legge Golfo-Mosca del 2011, che ha imposto alle societร quotate di dare almeno un terzo dei posti in consiglio alle donne, soglia salita al 40% dal 2020.
Il termine piรน corretto sarebbe ยซquote di genereยป, perchรฉ le norme proteggono il genere sottorappresentato, qualunque sia. Ma l’espressione quote rosa รจ entrata nell’uso comune. Vediamo che cosa prevedono le leggi italiane ed europee, quali risultati hanno ottenuto e perchรฉ sono ancora discusse.
In breve
- La legge Golfo-Mosca (legge 120 del 2011) ha introdotto le quote di genere nei consigli delle societร quotate e delle partecipate pubbliche.
- Dal 2020 la quota riservata al genere meno rappresentato รจ di due quinti, cioรจ il 40%, per sei mandati consecutivi (legge 160 del 2019).
- Secondo la Consob, nel 2025 le donne sfiorano il 44% dei posti nei consigli delle societร quotate, ma sono solo 17 le amministratrici delegate.
- La direttiva europea 2022/2381 chiede alle grandi quotate il 40% di posti non esecutivi o il 33% di tutti i posti al genere meno rappresentato entro il 30 giugno 2026.
- In politica la legge elettorale vieta che un genere superi il 60% delle candidature, ma nel Parlamento eletto nel 2022 le donne sono circa un terzo.
Che cosa sono le quote rosa?
Le quote rosa sono un’azione positiva: una misura temporanea pensata per correggere uno squilibrio che il mercato o la politica, da soli, non correggono. Non stabiliscono chi deve essere scelto, ma impongono che in un organo collegiale ci sia una presenza minima di entrambi i generi.
La base costituzionale รจ l’articolo 51 della Costituzione, modificato nel 2003 per stabilire che la Repubblica ยซpromuove con appositi provvedimenti le pari opportunitร tra donne e uominiยป nell’accesso alle cariche pubbliche. La modifica arrivรฒ dopo che, nel 1995, la Corte costituzionale aveva bocciato con la sentenza n. 422 le prime quote nelle liste elettorali.
Che cosa prevede la legge Golfo-Mosca?
La legge Golfo-Mosca obbliga le societร quotate in Borsa e quelle controllate dalla pubblica amministrazione a riservare al genere meno rappresentato una quota dei posti nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali. Prende il nome dalle prime firmatarie, Lella Golfo e Alessia Mosca, ed รจ la legge 12 luglio 2011, n. 120.
All’inizio la quota era di un quinto al primo rinnovo e di un terzo nei due successivi, per tre mandati: una misura pensata come temporanea. La legge di bilancio 2020, la legge 160 del 2019, l’ha alzata a due quinti e l’ha estesa a sei mandati consecutivi. Se una societร non rispetta la quota, la Consob la diffida e poi puรฒ applicare sanzioni fino alla decadenza del consiglio. Per le societร controllate dalle pubbliche amministrazioni ma non quotate le regole sono fissate da un regolamento del 2012, il DPR 251.
Le quote rosa hanno funzionato?

Nei consigli di amministrazione le quote rosa hanno funzionato: la presenza delle donne รจ passata da circa una su dieci prima della legge a quasi il 44% nel 2025. Lo certifica il rapporto della Consob sulla corporate governance delle societร quotate pubblicato a luglio 2026. Nel 2025 il 19% delle societร ha un consiglio con donne in numero pari o superiore agli uomini, contro il 15,9% del 2024.
Il cambiamento perรฒ si ferma alle sedie che la legge protegge. Le donne presidenti di consiglio sono 21, tre in meno dell’anno prima, e le amministratrici delegate appena 17, contro 18 nel 2024. In altre parole, le quote hanno aperto le porte dei consigli, soprattutto nei ruoli di consigliera indipendente, ma non hanno cambiato da sole chi guida le aziende. Lo stesso squilibrio si vede nel mondo dell’impresa, dove le imprenditrici sono poco piรน di un quinto del totale.
Che cosa chiede la direttiva europea Women on Boards?
La direttiva (UE) 2022/2381, nota come Women on Boards, chiede alle grandi societร quotate dell’Unione di raggiungere entro il 30 giugno 2026 una di queste due soglie: il 40% dei posti di amministratore non esecutivo al genere meno rappresentato, oppure il 33% di tutti i posti in consiglio, esecutivi compresi.
La direttiva impone anche criteri di selezione chiari e neutri e, a paritร di qualifiche, la preferenza per il candidato del genere sottorappresentato. Gli Stati dovevano recepirla entro il 28 dicembre 2024 e prevedere sanzioni efficaci. Per l’Italia, che con la legge Golfo-Mosca supera giร le soglie, l’impatto riguarda soprattutto la trasparenza delle nomine.
Esistono le quote rosa in politica?
Sรฌ, ma in politica le quote riguardano le candidature, non gli eletti. Le regole principali sono queste:
- Parlamento: la legge elettorale del 2017, la legge 165, stabilisce che nessun genere possa superare il 60% dei candidati nei collegi uninominali e dei capilista, e impone l’alternanza uomo-donna nelle liste;
- Comuni: la legge 215 del 2012 ha introdotto la doppia preferenza di genere nei comuni sopra i 5.000 abitanti, e la legge 56 del 2014 vuole che nelle giunte dei comuni sopra i 3.000 abitanti nessun genere sia sotto il 40%;
- Regioni: la legge 20 del 2016 chiede alle regioni di prevedere nelle proprie leggi elettorali la doppia preferenza o l’alternanza nelle liste.
I risultati sono piรน deboli che nei consigli di amministrazione. Nel Parlamento eletto nel 2022 le donne sono il 32,5% alla Camera e il 34,5% al Senato, meno della legislatura precedente: le pluricandidature e il meccanismo dei collegi permettono di aggirare in parte il 40%. Nei consigli regionali, a inizio 2023, le donne erano meno del 20%, e le sindache circa il 15%.
Perchรฉ le quote rosa sono discusse?
Le quote rosa sono discusse perchรฉ toccano un principio a cui tutti tengono, il merito, e lo leggono in modi opposti.
Chi le critica sostiene che una donna nominata per obbligo rischia di essere vista come ยซla quotaยป e non per le sue competenze, e che le norme intervengono sugli effetti senza toccare le cause, come la scarsitร di servizi o la divisione del lavoro di cura. Alcune donne stesse dicono di non volerle.
Chi le difende risponde che il merito, senza quote, non รจ mai stato neutrale: per decenni i consigli si sono riempiti attraverso reti di relazioni maschili, e le candidate competenti esistevano anche prima. Ricorda inoltre che le quote sono temporanee e che i dati italiani mostrano un effetto concreto, con consigli piรน istruiti e piรน giovani dopo la legge, secondo diverse ricerche, tra cui studi della Consob e dell’Universitร Bocconi. ร lo stesso ragionamento alla base del gender mainstreaming, l’idea che la paritร vada costruita in ogni politica pubblica.
Una cosa la riconoscono quasi tutti: le quote da sole non bastano. Dove sono arrivate, la paritร si รจ fermata alla soglia minima richiesta.
Domande frequenti
Che cosa sono le quote rosa in parole semplici?
Sono regole che obbligano a riservare al genere meno rappresentato, di solito le donne, una parte minima dei posti negli organi di decisione, come i consigli di amministrazione o le liste elettorali.
Che cosa dice la legge sulle quote rosa?
In Italia la legge principale รจ la Golfo-Mosca, legge 120 del 2011: nelle societร quotate e nelle partecipate pubbliche il genere meno rappresentato deve avere almeno i due quinti dei posti in consiglio, per sei mandati consecutivi, come stabilito dalla legge 160 del 2019.
Qual รจ la percentuale delle quote rosa?
Nei consigli delle societร quotate รจ il 40% dal 2020; prima era un terzo. Nelle candidature per il Parlamento nessun genere puรฒ superare il 60%, e nelle giunte dei comuni sopra i 3.000 abitanti nessun genere puรฒ scendere sotto il 40%.
Chi ha fatto la legge sulle quote rosa?
La legge 120 del 2011 porta il nome delle deputate Lella Golfo e Alessia Mosca, di schieramenti opposti, che la presentarono insieme ed รจ stata approvata con un ampio consenso.
Perchรฉ si chiamano quote rosa?
Il nome viene dal colore tradizionalmente associato alle donne. In realtร le norme parlano di ยซgenere meno rappresentatoยป e valgono anche per gli uomini, se fossero loro la minoranza.
Le quote rosa sono nate come una scorciatoia temporanea verso una paritร che si pensava sarebbe arrivata da sola. Quindici anni dopo, i numeri dicono che la scorciatoia ha funzionato dove era obbligatoria, e solo lรฌ. Il traguardo resta quello indicato dall’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030: piena partecipazione delle donne a tutti i livelli decisionali. Una storia che comincia molto prima, con le lotte delle suffragette per il diritto di voto.




