Quante imprenditrici ci sono in Italia? Secondo i dati piรน recenti disponibili del rapporto Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Si.Camera sullโimprenditoria femminile, in Italia ci sono poco piรน di 1,3 milioni di imprese guidate da donne. Le imprese femminili rappresentano il 22,2% del totale nazionale: in altre parole, circa unโimpresa italiana su cinque รจ condotta da donne.
Il dato racconta una realtร importante, ma non ancora pienamente equilibrata. Lโimprenditoria femminile in Italia รจ ampia, diffusa, radicata soprattutto nei servizi e nei territori del Mezzogiorno, ma continua a scontrarsi con alcuni limiti strutturali: dimensioni dโimpresa ridotte, minore presenza nelle startup innovative, accesso al credito piรน complesso, minore concentrazione nei settori tecnologici e ancora poca rappresentanza nei modelli di crescita piรน capital intensive.
Allo stesso tempo, il quadro non รจ statico. Le imprese guidate da donne stanno cambiando: crescono le societร di capitali, aumentano le attivitร nei servizi ad alto contenuto di conoscenza e lโimprenditoria femminile appare sempre meno legata al solo autoimpiego. ร un passaggio importante, perchรฉ indica una trasformazione qualitativa: meno microimpresa fragile, piรน imprese strutturate, capaci di innovare, assumere e competere.
Capire quante imprenditrici ci sono in Italia significa quindi leggere un dato economico, ma anche sociale. Perchรฉ ogni impresa femminile parla di lavoro, autonomia, leadership, territorio, welfare, occupazione e possibilitร concreta per le donne di produrre valore economico.
Quante imprenditrici ci sono in Italia nel 2026?

Nel 2026, il dato piรน aggiornato disponibile a livello nazionale fa riferimento al rapporto Unioncamere sullโimprenditoria femminile pubblicato nel 2025 e basato sui dati del Registro Imprese aggiornati al 31 dicembre 2024.
Secondo questa fotografia, in Italia ci sono poco piรน di 1,3 milioni di imprese femminili, pari al 22,2% del totale delle imprese italiane. Il numero indica una presenza consistente, ma ancora minoritaria rispetto alle imprese non femminili, che rappresentano il restante 77,8%.
Il dato รจ stabile nel tempo. Rispetto al 2014, le imprese femminili registrano una variazione positiva dello 0,4%, mentre le imprese non femminili risultano in calo del 3,6%. Rispetto al 2023, invece, anche le imprese femminili hanno registrato una flessione, pari al -1,4%, sostanzialmente in linea con quella delle imprese non femminili.
La risposta sintetica, quindi, รจ questa: in Italia ci sono circa 1,3 milioni di imprese guidate da donne, poco piรน di una su cinque. Ma il dato piรน interessante non รจ solo quante siano: รจ capire dove operano, che forma giuridica hanno, quanto occupano, quanto innovano e quali ostacoli incontrano.
Cosa si intende per impresa femminile?
Prima di leggere i numeri, รจ importante chiarire cosa si intende per impresa femminile. Non si tratta semplicemente di unโazienda in cui lavora almeno una donna, nรฉ di unโimpresa fondata informalmente da una donna.
Nel sistema statistico camerale, unโimpresa viene considerata femminile quando la partecipazione delle donne nella proprietร , nelle quote o nelle cariche societarie supera determinate soglie. La presenza femminile puรฒ essere esclusiva, forte o maggioritaria, a seconda della forma giuridica e del peso delle donne nella governance dellโimpresa.
Questa distinzione รจ importante perchรฉ permette di misurare non solo la presenza femminile nel lavoro, ma la presenza delle donne nei luoghi in cui si decide: titolaritร , controllo, amministrazione, proprietร e responsabilitร imprenditoriale.
Imprese femminili in Italia: i numeri principali

Il rapporto sullโimprenditoria femminile restituisce alcuni dati chiave. Le imprese femminili rappresentano il 22,2% del totale nazionale. Al loro interno, prevalgono le imprese a presenza esclusivamente femminile, pari al 17,9% del totale delle imprese italiane. Seguono le imprese con presenza femminile forte e quelle con presenza maggioritaria.
Un dato particolarmente rilevante riguarda lโoccupazione. Nelle imprese guidate da donne, le dipendenti rappresentano il 53,8% del personale, contro il 38,7% registrato nelle imprese non femminili. Questo significa che le imprese femminili non sono soltanto imprese fondate o controllate da donne: sono anche luoghi in cui lโoccupazione femminile trova maggiore spazio.
In altre parole, lโimprenditoria femminile puรฒ avere un effetto moltiplicatore. Quando una donna guida unโimpresa, aumenta anche la probabilitร che altre donne trovino lavoro, crescano professionalmente o entrino in contesti organizzativi piรน sensibili alla presenza femminile.
Dove sono concentrate le imprese femminili in Italia?
Dal punto di vista territoriale, lโimprenditoria femminile italiana presenta una caratteristica molto chiara: รจ fortemente presente nel Mezzogiorno. Il 36,6% delle imprese condotte da donne, pari a circa 478 mila attivitร , si concentra nelle regioni meridionali.
Seguono il Nord Ovest, il Centro e il Nord Est. Il dato รจ interessante perchรฉ mostra come lโimprenditoria femminile non sia soltanto un fenomeno delle aree economicamente piรน forti del Paese. Al contrario, spesso rappresenta una forma di presenza economica importante proprio nei territori in cui il lavoro femminile incontra piรน difficoltร .
Il rapporto segnala inoltre che lโincidenza delle imprese femminili รจ piรน elevata nei piccoli comuni. Nei comuni con meno di 5.000 abitanti, la quota di imprese femminili arriva al 23,9%, mentre nei comuni con oltre 250.000 abitanti scende al 20,1%.
Questo dato suggerisce una lettura interessante: lโimprenditoria femminile puรฒ avere un ruolo rilevante nei territori piรน piccoli, nelle aree interne e nei contesti in cui lโimpresa non รจ solo attivitร economica, ma presidio sociale, servizio, relazione e permanenza sul territorio.
In quali settori lavorano le imprenditrici italiane?

Le imprese femminili italiane sono concentrate soprattutto nei servizi. Secondo Unioncamere, il 72,6% delle imprese guidate da donne opera nel terziario, contro il 60,1% delle imprese non femminili. Si tratta di circa 890 mila attivitร .
Lโagricoltura rappresenta un altro ambito significativo: il 15,6% delle imprese femminili opera in questo settore, una quota superiore a quella registrata tra le imprese non femminili.
I settori con il piรน alto tasso di femminilizzazione sono quelli ad alto valore relazionale e di cura. Tra questi rientrano le altre attivitร di servizi alla persona, il tessile e abbigliamento, la sanitร e assistenza sociale, lโistruzione, lโalloggio, la ristorazione e i servizi turistici.
Questo non significa che le imprenditrici siano presenti solo nei settori tradizionalmente associati al femminile. Il dato piรน interessante riguarda infatti la crescita nei servizi ad alto contenuto di conoscenza: consulenza, management, attivitร tecniche e scientifiche, istruzione e ICT.
Le imprenditrici sono ancora soprattutto microimprese?
Sรฌ, lโimprenditoria femminile italiana resta composta in larga parte da microimprese. Il rapporto Unioncamere indica che il 96,2% delle imprese femminili conta meno di 10 addetti.
Questo dato va letto con attenzione. Da un lato racconta una presenza imprenditoriale diffusa, capillare, spesso vicina allโautoimpiego, al territorio e ai servizi di prossimitร . Dallโaltro indica un limite strutturale: le imprese piรน piccole hanno spesso meno accesso a capitali, innovazione, internazionalizzazione, managerializzazione e capacitร di crescita.
La dimensione ridotta non รจ un difetto in sรฉ. Molte microimprese femminili svolgono un ruolo economico e sociale importante. Ma se lโobiettivo รจ aumentare il peso delle donne nellโeconomia, non basta avere piรน imprese femminili: servono anche imprese piรน solide, piรน patrimonializzate, piรน digitali e piรน capaci di crescere.
Crescono le societร di capitali guidate da donne
Uno dei segnali piรน positivi riguarda la crescita delle societร di capitali femminili. Secondo il rapporto Unioncamere, le societร di capitali guidate da donne sono aumentate del 45% rispetto al 2014 e oggi rappresentano oltre un quarto del totale delle imprese femminili.
ร un dato importante perchรฉ indica unโevoluzione del modello imprenditoriale. La societร di capitali รจ spesso associata a imprese piรน strutturate, orientate alla crescita, alla governance, allโinvestimento e a una maggiore separazione tra patrimonio personale e patrimonio aziendale.
La crescita di questa forma giuridica suggerisce che lโimprenditoria femminile italiana sta progressivamente uscendo dallโimmagine dellโimpresa piccola, individuale e di sussistenza. Sta diventando, almeno in parte, unโimprenditoria piรน organizzata, piรน competitiva e piรน capace di stare sul mercato.
Le giovani imprenditrici sono in aumento?
Il dato sulle giovani imprenditrici รจ meno positivo. Al 2024, le imprese femminili guidate da under 35 sono 134.174, pari al 10,3% del totale delle imprese femminili. La quota รจ superiore a quella delle imprese non femminili under 35, ma il trend รจ in calo.
Negli ultimi dieci anni, le imprese femminili giovanili sono diminuite del 24,5%, con una perdita di circa 43.500 imprese rispetto al 2014. ร un segnale da non sottovalutare.
Questo dato racconta una difficoltร generazionale. Fare impresa da giovani รจ complesso per tutti, ma per le donne puรฒ esserlo ancora di piรน se si sommano minore accesso a capitali, maggiore precarietร , carichi familiari, stereotipi, reti professionali meno solide e minore educazione allโimprenditorialitร .
Se si vuole rafforzare lโimprenditoria femminile nei prossimi anni, uno dei punti decisivi sarร proprio sostenere le giovani donne che vogliono creare impresa, soprattutto nei settori innovativi e ad alto valore aggiunto.
Quante startup innovative femminili ci sono in Italia?

Il tema delle startup innovative mostra unโaltra area critica. Secondo i dati riportati nel rapporto Unioncamere, al 31 dicembre 2024 in Italia cโerano 1.648 startup innovative femminili, pari al 13,6% delle 12.133 startup innovative complessivamente iscritte nellโapposita sezione del Registro Imprese.
Il dato รจ inferiore rispetto al peso complessivo delle imprese femminili sul totale nazionale, che รจ del 22,2%. Questo significa che le donne sono presenti nellโimprenditoria, ma meno rappresentate nei segmenti piรน innovativi e tecnologici.
Le startup innovative femminili operano in larga parte nei servizi e presentano alcune caratteristiche interessanti: una quota giovanile pari al 19,8%, una presenza in ambiti tecnologici ed energetici e una vocazione sociale superiore rispetto alle startup non femminili.
La sfida, perรฒ, resta aperta: aumentare la presenza delle donne nellโinnovazione significa lavorare su competenze STEM, accesso ai capitali, reti di mentorship, cultura imprenditoriale e maggiore fiducia nelle capacitร tecnologiche femminili.
Le imprese femminili creano piรน lavoro per altre donne?
Uno degli aspetti piรน interessanti dellโimprenditoria femminile รจ il rapporto con lโoccupazione delle donne. Nelle imprese guidate da donne, la quota di dipendenti femminili รจ pari al 53,8%, contro il 38,7% delle imprese non femminili.
Questo dato suggerisce che le imprese femminili possono contribuire a rafforzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Non solo perchรฉ una donna diventa imprenditrice, ma perchรฉ puรฒ creare contesti occupazionali in cui altre donne trovano spazio.
Naturalmente non bisogna idealizzare. Non tutte le imprese femminili sono automaticamente piรน inclusive, piรน eque o piรน avanzate. Ma il dato indica una tendenza: dove le donne guidano lโimpresa, la presenza femminile nel lavoro dipendente tende a essere piรน alta.
Imprenditrici italiane: scelta o necessitร ?
Per molto tempo lโimprenditoria femminile รจ stata letta soprattutto come risposta alla mancanza di lavoro dipendente: una forma di autoimpiego, una soluzione di necessitร , un modo per conciliare reddito e famiglia.
Questa lettura oggi รจ parziale. Il nuovo profilo dellโimprenditoria femminile mostra donne piรน istruite, piรน consapevoli, piรน orientate alla scelta imprenditoriale e non solo al ripiego. Molte imprenditrici avviano attivitร perchรฉ vogliono costruire un progetto proprio, trasformare competenze in impresa, innovare un settore o creare un modello lavorativo piรน coerente con la propria visione.
Resta perรฒ una differenza importante: per molte donne il percorso imprenditoriale continua a essere influenzato da vincoli familiari, territoriali, economici e culturali. Per questo non basta celebrare lโimprenditoria femminile. Bisogna capire quali condizioni permettono alle imprese guidate da donne di nascere, crescere e durare.
Accesso al credito e sostegni: il nodo della crescita
Uno dei temi piรน delicati per le imprenditrici รจ lโaccesso alle risorse finanziarie. Avviare unโimpresa richiede capitale, fiducia, garanzie, strumenti, consulenza e capacitร di pianificazione. Quando questi elementi mancano, lโimpresa rischia di rimanere piccola o fragile.
Il rapporto Unioncamere evidenzia anche il tema dei servizi di supporto al business. Circa lโ8% delle imprese femminili usufruisce di servizi specifici per lโavvio o il consolidamento dellโattivitร . La quota cresce tra le piccole imprese, nel Mezzogiorno e tra le imprenditrici laureate.
Il principale punto di riferimento per le imprese femminili che utilizzano questi servizi sono le Camere di commercio, seguite dalle associazioni di categoria. Questo indica che gli strumenti esistono, ma vanno resi piรน accessibili, conosciuti e realmente utili nella fase di crescita.
Perchรฉ lโimprenditoria femminile รจ importante per lโItalia

Lโimprenditoria femminile รจ importante perchรฉ produce valore economico, occupazione e innovazione. Ma il suo ruolo non รจ soltanto quantitativo. Le imprese guidate da donne possono contribuire a cambiare il modo in cui si pensa il lavoro, la leadership, il welfare aziendale, lโorganizzazione del tempo e la relazione con il territorio.
In molti casi, le imprese femminili sono attive in settori vicini alla vita quotidiana delle persone: servizi, cura, educazione, benessere, turismo, commercio, cultura, formazione, consulenza. Sono ambiti spesso considerati meno strategici, ma fondamentali per la qualitร della vita, la coesione sociale e lo sviluppo locale.
Allo stesso tempo, la crescita nei servizi ad alto contenuto di conoscenza e nelle societร di capitali mostra che lโimprenditoria femminile puรฒ giocare un ruolo sempre piรน importante anche nella modernizzazione del Paese.
Cosa manca ancora alle imprese femminili
Nonostante i segnali positivi, lโimprenditoria femminile italiana ha ancora alcuni limiti strutturali. Il primo รจ la dimensione: troppe imprese restano micro, con pochi addetti e capacitร limitata di investimento.
Il secondo รจ la presenza nei settori innovativi. Le startup femminili sono ancora poche rispetto al totale delle startup innovative. Questo riflette una distanza piรน ampia tra donne, tecnologia, capitali e reti dellโinnovazione.
Il terzo riguarda le giovani imprenditrici. Il calo delle imprese femminili under 35 suggerisce che per le nuove generazioni avviare unโattivitร resta difficile. Servono strumenti piรน efficaci per formazione, accesso al credito, mentoring, educazione finanziaria e accompagnamento alla crescita.
Infine cโรจ un tema culturale: lโimprenditrice viene ancora spesso raccontata come eccezione, come donna straordinaria, come figura motivazionale. Sarebbe piรน utile raccontarla come parte strutturale dellโeconomia italiana, con dati, problemi, competenze e politiche precise.
Imprenditoria femminile e futuro del lavoro
Il futuro dellโimprenditoria femminile in Italia dipenderร dalla capacitร di passare da una logica di presenza a una logica di crescita. Non basta sapere quante imprenditrici ci sono. Bisogna chiedersi quante riescono a crescere, assumere, esportare, innovare, digitalizzare, accedere al credito e competere in settori ad alto valore aggiunto.
Le donne imprenditrici sono giร una componente rilevante dellโeconomia italiana. Ma il potenziale รจ ancora superiore ai numeri attuali. Se piรน donne potessero fare impresa in condizioni realmente favorevoli, il Paese avrebbe piรน occupazione, piรน innovazione, piรน reddito, piรน servizi e una distribuzione piรน equilibrata delle opportunitร .
Per questo parlare di imprenditoria femminile non significa parlare di una nicchia. Significa parlare di sviluppo economico, futuro del lavoro e modernizzazione del sistema produttivo italiano.
Quante imprenditrici ci sono in Italia: la risposta in sintesi
In Italia ci sono poco piรน di 1,3 milioni di imprese guidate da donne, pari al 22,2% del totale nazionale. La maggior parte opera nei servizi, una quota rilevante รจ concentrata nel Mezzogiorno e la struttura resta prevalentemente micro, con meno di 10 addetti.
Allo stesso tempo, le imprese femminili stanno cambiando. Crescono le societร di capitali, aumentano le attivitร nei servizi ad alto contenuto di conoscenza e le imprenditrici contribuiscono in modo importante allโoccupazione femminile.
Il quadro, quindi, รจ doppio: lโimprenditoria femminile รจ una presenza solida nellโeconomia italiana, ma non ha ancora espresso tutto il proprio potenziale. Per farlo servono piรน accesso a capitali, piรน innovazione, piรน reti, piรน politiche di sostegno e una cultura economica capace di riconoscere le donne non solo come lavoratrici, ma come creatrici di impresa, valore e futuro.
Curiositร sullโimprenditoria femminile in Italia

Quante imprenditrici ci sono in Italia?
Secondo il rapporto Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Si.Camera sullโimprenditoria femminile, in Italia ci sono poco piรน di 1,3 milioni di imprese guidate da donne, pari al 22,2% del totale nazionale.
Qual รจ la percentuale di imprese femminili in Italia?
Le imprese femminili rappresentano il 22,2% del totale delle imprese italiane. Questo significa che circa unโimpresa su cinque รจ guidata o controllata prevalentemente da donne.
In quali settori sono piรน presenti le imprese femminili?
Le imprese femminili sono concentrate soprattutto nei servizi. I settori con maggiore presenza femminile includono servizi alla persona, tessile e abbigliamento, sanitร e assistenza sociale, istruzione, alloggio, ristorazione e turismo.
Dove si trovano piรน imprese femminili in Italia?
Il Mezzogiorno concentra il 36,6% delle imprese femminili italiane, pari a circa 478 mila attivitร . Lโincidenza delle imprese femminili รจ inoltre piรน alta nei piccoli comuni rispetto alle grandi cittร .
Quante startup innovative femminili ci sono in Italia?
Al 31 dicembre 2024, secondo il rapporto Unioncamere, in Italia cโerano 1.648 startup innovative femminili, pari al 13,6% delle startup innovative iscritte nellโapposita sezione del Registro Imprese.
Le imprese femminili sono soprattutto piccole?
Sรฌ. Il 96,2% delle imprese femminili conta meno di 10 addetti. Tuttavia crescono le societร di capitali guidate da donne, aumentate del 45% rispetto al 2014.
Le giovani imprenditrici sono in crescita?
No, il dato sulle giovani imprenditrici รจ in calo. Le imprese femminili under 35 sono 134.174, pari al 10,3% del totale delle imprese femminili, ma sono diminuite del 24,5% negli ultimi dieci anni.
Perchรฉ lโimprenditoria femminile รจ importante?
Lโimprenditoria femminile รจ importante perchรฉ crea lavoro, aumenta lโoccupazione femminile, sostiene territori e comunitร , rafforza lโautonomia economica delle donne e contribuisce alla crescita del sistema produttivo italiano.




